Crazy Woodworm, l’artista che dà vita al legno

L’artista che abbiamo avuto il piacere di intervistare si chiama Marco Bianchini, è nato in provincia di Reggio Emilia (a Correggio per essere precisi) il 27 giugno 1985, ed è davvero in grado di dare vita al legno.

Si fa chiamare “crazy woodworm” dall’inglese, “tarlo matto”, per richiamare – ci dice – il “pattern con i fori”, che l’artista afferma potrebbe facilmente ricordare l’opera di un tarlo impazzito.

La sua passione per il legno l’ha ereditata dalla sua famiglia, una passione che unita al talento, gli permette di creare opere d’arte uniche, nonostante sia solamente un autodidatta. Una passione che definisce “un dare e avere reciproco” con l’arte stessa, nata per superare un momento difficile e che non ha più abbandonato.

“Ho sempre considerato il legno come materiale ideale per creare un’opera d’arte. Sono molto legato alla natura, proviene dalle piante, e queste giocano un ruolo fondamentale nella vita sulla terra, è un elemento vivo.

Per l’artista scolpire il legno non significa solo realizzare un’opera d’arte, ma “donargli una nuova esistenza, assegnarli un nuovo valore, glorificarlo ancora una volta oltre la sua originale importanza”.

Gli abbiamo poi chiesto perché proprio il legno e non un altro materiale, cos’ha di speciale e cosa custodisce in sé un elemento tanto commune, e l’artista ci ha fatto notare la differenza con gli altri elementi quali il bronzo o il marmo che, secondo lo stesso, “pur essendo ottimi materiali, sono freddi. Una statua di bronzo ha bisogno del calore umano per potersi animare idealmente, al contrario il legno è esso stesso a infondere calore allo scultore e a chi ne apprezza il risultato.”

In particolare predilige i legni classificati come “hardwood”, ossia le latifoglie (acero, noce, ulivo, faggio, quercia, o i legni esotici come l’eucalyptus) e ci fa notare come ogni tipo di legno abbia un proprio odore, tutto suo, come fosse parte di una propria personalità, affermando che “ogni tipo di legno ha un profumo proprio, particolare, che sempre accompagna il lavoro dello scultore”.

Il messaggio che l’artista vuole trasmettere è semplice: il piacere. Piacere alla vista e al tatto. Ma non si limita a ció: vuole “stupire, o scioccare, trasmettere insomma un’emozione forte che lasci il suo strascico come l’eco di un tuono.”

Emblema della bellezza dell’arte e del legame che si instaura tra l’artista e la sua opera, è la frase con la quale decide di sintetizzare e racchiudere il suo lavoro e amore per lo stesso:

Lo scultore è un piccolo Prometeo (nella mitologia greca colui che plasmò l’uomo) che concede al mondo le proprie creazioni con la speranza che, così come egli si dilettò nella lavorazione, così possano diffondere la sua idea e altri possano goderne e apprezzarne.

Come scrisse Oscar Wilde: “L’arte è completamente inutile. L’unica scusa per aver fatto una cosa inutile è di ammirarla intensamente”

qui i suoi lavori:

https://www.facebook.com/crazywoodworm/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close