Camminare sull’acqua, il miracolo di Christo.

L’opera è stata una installazione artistica temporanea, pensata per essere una passerella che attraversava le sponde del lago D’Iseo. I visitatori, hanno avuto la possibilità di raggiungere, da Sulzano, terraferma, le isole di Monte Isola e San Paolo, nel mezzo del lago.

Non che prima non avevano questa possibilità, ma il modo con cui hanno potuto attraversare il lago è del tutto innovativo: camminando sull’acqua.

Infatti, la passerella era costituita da una serie di blocchi cubici di polietilene ad alta densità galleggianti. Per cui, il risultato finale è stato una vera e propria traversata sulle acque del lago. Un miracolo!the-floating-piers

L’artista che ha immaginato di realizzarla, è Christo, di origine Bulgara, uno dei maggiori esponenti della Land Art, ovvero l’arte che si concentra sulla creazione di opere su grande scala. Talmente nota la sua arte, che in quelle due settimane in cui l’opera era aperto al pubblico, c’è stata una affluenza di milioni e milioni di turisti provenienti da tutto il mondo. In effetti nessuno mai avrebbe potuto perdersi una occasione così unica: quella di camminare sull’acqua.the-floating-piers-e-le-lunghe-codechristo-se-siete-di-fretta-non-venite_42f0d2d2-36f9-11e6-86b1-36f9ec1e5da8_998_397_big_story_detail

Di seguito, le parole che l’artista ha rilasciato in un’intervista condotta da WU Magazine:

Perché solo 16 giorni? L’arte non dovrebbe essere eterna?

Questi 16 giorni coprono tre weekend e tutti i nostri progetti sono temporanei, riguardano un momento, poi facciamo altro. Dopo il 3 luglio The Floating Piers non ci sarà più, questo progetto non sarà riprodotto, non è un’opera d’arte trasportabile, perché è pensato per questo spazio.

Su The Floating Piers si camminerà sull’acqua?

Sì, per 16 giorni gli abitanti dell’isola saranno collegati alla terraferma e all’isola di San Paolo. Il tratto più lungo misura 1,1 km, mentre quello più corto 700 metri, i pontili saranno coperti con una stoffa gialla che creerà un effetto molto bello. È un progetto molto fisico, bisogna camminare proprio come sto facendo io adesso, perché credimi è davero impossibile spiegare questo progetto senza provare questa sensazione fisica. Tutti i numeri della lunghezza possono sembrare noiosi, ma danno il senso all’opera.

I suoi lavori interagiscono con la natura e l’ambiente. Qual è il significato di rivestire o coprire un paesaggio o una costruzione?

È troppa semplificativa come affermazione. Tutti i nostri progetti riguardano come la gente vive; riguardano l’ambiente dove la gente lavora e si muove. Questi progetti sono in sostanza qualcosa che ha a che fare con il modo con cui la gente usa lo spazio, cittadino o rurale. Ogni progetto è unico, non si tratta solo di coprire, The Umbrellas non era un progetto di “impacchettamento”, The Gate nemmeno…

Perché proprio il Lago d’Iseo?

Negli ultimi 15 anni Jeanne-Claude ed io abbiamo dato vita a 22 progetti, alcuni di essi erano disegnati per spazi particolari, come il Reichstag o le isole della Florida, il Pont Neuf, ma ce ne sono altri che abbiamo concepito in spazi naturali come una montagna e per il quale abbiamo dovuto trovare la montagna “giusta” (per l’opera Rifle, allestita in Colorado, NdR). Con The Floating Piers è avvenuta esattamente la stessa cosa: cercavamo un lago con acque calme e un paio di anni fa ho pensato al nord Italia e finalmente l’abbiamo realizzato.

Quindi qual è l’idea dietro i lavori di Christo?

L’idea è di prendere in prestito uno spazio o un paesaggio e fare un intervento. Ogni progetto lavora su tre dimensioni, sono lavori d’arte grafici che coinvolgono lo spazio che può essere una scultura, grande o meno, o un paesaggio naturale. I lavori che facciamo vanno oltre le sculture, riguarda dove viviamo, noi prendiamo in prestito questo spazio e creiamo un “gentile disturbo”: tutto quello che si trova lì fa parte della nostra opera. Mi spiego? Non abbiamo inventato quello che è stato avvolto nel Reichstag, era il vero Reichstag.

Piccola curiosità: perché Christo ha optato per l’utilizzo del giallo per rivestire il percorso?

Sulla base del fatto che ogni progetto artistico, che coinvolge la natura circostante, è fortemente influenzato da quest’ultima, il giallo dalia (il colore del percorso) è un colore particolarmente intenso; quando il clima è secco, il giallo diventa oro, al mattino invece, quando l’umidità è ai massimi livelli, è spento e saturo. Tutto ciò conferisce un’elevata sintonia tra ambiente e l’opera. L’opera non ha un colore in sé; questo è stato scelto dopo aver osservato l’acqua, la vegetazione, le rocce e il cielo. E tutto, è messo a sistema.

 

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