Alec Monopoly: dai graffiti agli orologi

Originario di New York, 32 anni, ha venduto la sua prima opera quand’era solo un dodicenne, incassando 500 dollari. Non a caso il suo nome d’arte è composto dal titolo del famoso gioco da tavola della Parker Brothers; le immagini che seguono lasceranno intuire il perché:

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Mr. Monopoly non è la sola icona rappresentativa della sua arte: da Paperon de paperoni a Topolino, fino a Muhammad Ali.

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Oggi, le sue opere sono vendute a cifre esorbitanti, da capo giro, e a comprarle sono star di Hollywood, come Robert De Niro e Adrien Brody, famosi cantanti del calibro di Snoop Dogg, Miley Cyrus, Justin Bieber e Iggy Azalea (solo per citarne alcuni).

Tuttavia, l’identità di Alec Monopoly non è nota tanto quanto le sue opere: infatti, da quando queste vengono vendute in tutto il mondo, lui stesso ha deciso di non mostrare più il suo volto. Sarà anche una decisione fuori dal normale, ma molto probabilmente è stata una delle variabili che hanno giovato al suo smisurato successo.

L’artista ha sicuramente mostrato una forte influenza mondiale tale da essere chiamato in causa da molte aziende per supportare le loro manovre commerciali; in particolar modo nel settore della moda, oggi l’esclusiva sulla sua “notorietà” la detiene TAG Heuer, compagnia svizzera che opera nel settore dell’orologeria. Tra le iniziative supportate da Alec Monopoly, ora “Art Curator” del brand dell’azienda, è molto interessante la nuova linea di prodotto da lui stesso disegnata:

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Al riguardo, riportiamo le parole stesse dell’”Art Provocateur”:

“Ho sempre avuto una grande passione per gli orologi e non vedevo l’ora di lavorare con il team TAG Heuer sulla mia edizione speciale. Oggi sono decisamente soddisfatto perché posso finalmente presentare una creazione a mia immagine, che riflette perfettamente la mia creatività”.

La collaborazione con Tag Heuer è stata sicuramente affascinante, non solo per chi ama gli orologi; Jean-Claude Biver, CEO della stessa società e Presidente della Divisione Orologi del gruppo LVMH, ha rilasciato:

“Essere il primo, unico e diverso, è stata la mia filosofia negli ultimi quarant’anni. Con Alec come art provocateur nel mio team TAG Heuer, desidero non solo continuare a riconnettere il brand alla nuova generazione, i millennials, ma anche aprire la strada a nuove forme di espressione, in tutti i settori, dai prodotti al marketing, dalla comunicazione alla distribuzione. La sua creatività anticonvenzionale e il suo entusiasmo sono contagiosi!”

In effetti, dalla sua arte, fin dalla prima occhiata si percepisce dominante il tema della felicità, dello scherno e del riso riguardo le contraddizioni insite nella società moderna. Infatti, egli stesso dichiara che ciò che vuole trasmettere è principalmente simpatia, generare sorrisi e reazioni positive, cogliere gli aspetti critici della realtà contemporanea. Ma tramite l’ironia, renderli secondari nelle sue opere.

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