David Hockney, il pittore che dipinge su iPad

Nato a Bradford, in Inghilterra, il 9 luglio 1937, è in assoluto uno dei più famosi esponenti della Pop Art, il più famoso ancora in vita.

Comincia a far parlare di sé già nel 1962, quando, per protesta contro la scuola che gli chiedeva di fare una tesi, fece il dipinto “The Diploma”, affermando che avrebbero dovuto giudicarlo solo per la sua arte. Riconobbero infatti il suo talento e gli diedero il diploma. Oggi vive in America, a Los Angeles, dove, mentre fuma decine di sigarette al giorno, continua a dipingere, ma oggi quasi del tutto sull’iPad.

Hockney è famoso anche per i suoi dipinti di piscine, che ha ritratto decine di volte. Lo stesso film “The Bigger Splash” di Luca Guadagnino, con Tilda Swinton, è tratto da un suo dipinto degli anni Sessanta.

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Hockney davanti a “A bigger splash 1967”, nel 2009 (Christopher Furlong/Getty Images)

O ancora, famosissimi sono i suoi collage di foto realizzati unicamente con delle polaroid, i cosiddetti “joiners”.

David-Hockney-Photography-1982-Sun-on-the-Pool-Los-Angeles-640x640 (1).jpgDavid Hockney, Sun On The Pool Los Angeles, April 13th 1982 – composite polaroid, 34 3/4 x 36 1/4 in.

Noto è anche il suo più grande dipinto, 4 metri e 57 centimetri di altezza e 12 metri e 19 di lunghezza, che ritrae un paesaggio dello Yorkshire, dove Hockney è nato e cresciuto.

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David Hockney davanti a ‘Bigger Trees Near Water’, nel 2007  (AP Photo/Sang Tan)

Anche ne “Bojack Horseman” la famosa serie animata di Netflix, vi è un riferimento ad un quadro di Hockney.

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In una recente intervista, parlando della sua curiosa scelta di dipingere ad oggi quasi del tutto su iPad, con un’app a portata di tutti, che costa appena 8 sterline, disse: «L’arte deve capire la tecnologia, farla propria. La tecnologia ha sempre cambiato il senso delle immagini e le immagini sono il potere. Se l’arte fa a meno delle immagini, perde ogni possibilità, ogni potere. Ho cominciato prima a dipingere con l’iPhone. Poi, nel 2010, ho subito preso l’iPad in California. In Inghilterra non ce l’aveva nessuno. Per realizzare un dipinto con l’applicazione Brushes impiego un’ora. Con l’iPad non hai bisogno di nient’altro: hai tutti i colori sempre con te. Il risultato è diverso rispetto a quello della pittura “vera”. Ma una cosa non esclude l’altra».
Il suo dito è ormai il suo pennello ed i colori che tanto ama sono ormai tutti virtuali, esempio di come l’arte e la rivoluzione tecnologica, spesso, possono essere affini, non solo per le nuove generazioni.

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